Puoi spiegare ai nostri lettori cos'è il Reiki, perché può aiutare i nostri animali e la reale importanza della medicina energetica nel mondo moderno?
Perché è importante il Reiki? Bella domanda.
Il Reiki è una tecnica di riequilibrio energetico. Oggi anche la scienza ci dice che, in fondo, tutto è energia. Persino la materia è energia che vibra a una frequenza diversa. Se questo è vero, allora imparare a conoscere e a gestire la nostra energia diventa qualcosa di fondamentale.
Mi piace fare questo paragone: è come se, quando acquistiamo un'auto, ci venisse insegnato anche come diventare meccanici. Davanti a qualsiasi piccolo problema saremmo in grado di intervenire subito, evitando che quel guasto si trasformi in qualcosa di più serio e costoso.
Con il nostro corpo e con la nostra mente dovrebbe essere la stessa cosa.
Anche i nostri pensieri sono energia. Anche le nostre emozioni, che sono il risultato di processi neurologici, chimici ed elettrici del nostro organismo, sono energia. E sappiamo bene quanto pensieri ed emozioni possano influenzare il nostro stato di salute e la qualità della nostra vita.
Quante volte un pensiero che continua a girarci in testa genera ansia, stress o paura? E quante volte, dopo giorni o settimane, iniziano a comparire sintomi fisici come gastrite, tensioni muscolari, mal di schiena o emicrania?
È un vero e proprio circolo vizioso.
Il Reiki cerca di intervenire prima che quel circolo si consolidi. Lavora sullo squilibrio energetico che sta all'origine del problema, con l'obiettivo di riportare il sistema in equilibrio. In questo modo si favoriscono le condizioni affinché il disagio non si manifesti oppure si presenti in una forma molto più lieve.
E questo è solo uno dei tanti benefici che il Reiki può offrire. Può essere un valido supporto sia per problematiche fisiche, acute o croniche, sia per difficoltà emotive e mentali, aiutando la persona a ritrovare uno stato di maggiore armonia.
E tutto ciò vale anche per i nostri animali, che oltre alle loro problematiche di vita, assorbono costantemente anche le nostre. E i loro squilibri si tramutano in comportamenti reattivi, aggressivi, di estrema agitazione o, viceversa, di totale apatia. Offrigli un riequilibrio energetico, a mio parere, è uno dei più grandi regali con possiamo fargli.
Naturalmente il Reiki, come tutte le discipline energetiche, non sostituisce la medicina occidentale. Anzi, credo che le due realtà possano e debbano integrarsi.
La medicina tradizionale è perfetta quando si tratta di affrontare un sintomo importante. Se ho una forte emicrania che mi impedisce perfino di stare in piedi, può essere sensato prendere un farmaco per stare meglio.
Ma, una volta superata la fase acuta, vale la pena chiedersi: perché quell'emicrania è comparsa?
Se riesco a comprenderne la causa profonda, posso lavorare affinché non si ripresenti. Magari mi accorgo che compare sempre nei periodi di forte stress, quando vivo nell'ansia o sono emotivamente sotto pressione. È proprio lì che il Reiki può diventare uno strumento prezioso, aiutandomi a riequilibrare quegli stati interiori prima che si trasformino in un disturbo fisico talmente invalidante che mi costringa a dover ricorrere nuovamente al farmaco, che per sua formulazione, attenua un sintomo, ma crea fortissimi squilibri al resto del corpo.
Per me il Reiki non significa semplicemente "fare un trattamento". Significa imparare ad ascoltarsi, diventare più consapevoli di sé e prendersi cura del proprio equilibrio ogni giorno. Perché, molto spesso, prevenire uno squilibrio è molto più semplice che doverlo curare quando ormai si è già manifestato.
Gli animali ti parlano regolarmente al di fuori delle sessioni formali? Ad esempio, quando cammini all'aperto, capita mai che un gatto di passaggio, un uccello o un cane ti sussurrino qualcosa?
Per rispondere a questa domanda ti racconto due episodi.
Il primo è successo mentre ero fermo al benzinaio a fare rifornimento. A un certo punto ho alzato lo sguardo e ho visto due piccioni appollaiati su un cavo della corrente. Proprio accanto c'era un bellissimo albero, con dei grossi rami. Per circa un minuto ho continuato a osservare quei due uccelli, inviando loro una semplice richiesta mentale: "Andate sul ramo, non restate lì sopra, potreste rischiare di farvi male."
Quando ho finito di fare benzina, li ho visti spiccare il volo e posarsi proprio su quel ramo.
Il secondo episodio è avvenuto mentre passeggiavo da solo in un piccolo bosco. A un certo punto il mio sguardo si è incrociato con un pino marittimo che si trovava un po' in disparte. Ho sentito una specie di richiamo, come se quell'albero mi stesse invitando ad avvicinarmi. Così l'ho fatto e, da quel momento, è iniziata una conversazione.
Sì, può sembrare assurdo, ma anche le piante e gli alberi sono esseri viventi. Comunicano, e molto spesso lo fanno semplicemente per insegnarci qualcosa.
Questo per dirti che la comunicazione intuitiva, o telepatica, può avvenire in qualsiasi momento. Basta essere disposti ad aprire quel canale.
Per quanto mi riguarda, scelgo di farlo principalmente la mattina molto presto, quando mi dedico alle comunicazioni con gli animali delle persone che mi contattano. Ho scelto quel momento perché mi accorgo che è quello in cui sono più ricettivo, più centrato e mentalmente più libero. Inoltre so che non verrò disturbato, perché in casa tutti stanno ancora dormendo.
Quindi no, durante la giornata normalmente non comunico continuamente con gli animali. A meno che non sia un animale, o magari una pianta, a richiamare spontaneamente la mia attenzione.