Vi siete mai chiesti cosa pensi davvero il vostro cane di voi? O perché, nonostante una nutrizione impeccabile e le migliori cure veterinarie, il vostro animale continui a manifestare problemi di salute persistenti?

La risposta raramente si trova nella ciotola o nella sola biologia. Risiede nello specchio energetico senza filtri che siede ai vostri piedi.

Il mio incontro con Andrea Fruzzetti, Master Usui Reiki e comunicatore animale, è iniziato durante una ricerca personale di testi sul lavoro energetico con gli animali. Ho cercato un testo definitivo in diverse lingue e alla fine ho scoperto la sua scrittura. Il suo approccio superava i normali manuali di addestramento comportamentale, offrendo invece una mappa dettagliata che collega specifiche malattie canine direttamente all'architettura emotiva e psicologica dei proprietari. I cani si rivelano spugne altamente efficienti per i nostri squilibri non detti, assorbendo spesso lo stress e i pesi fisici per conto nostro.

Questa scoperta mi ha spinto a iniziare una consulenza educativa a lungo termine con Andrea per sostenere il mio cane da salvataggio, Peggy. In seguito, una sessione intensiva di Reiki con il mio cane di undici anni, Jabba, ha confermato la profondità della sua pratica. Jabba si è dimostrata incredibilmente espressiva, rivelando una profonda stagnazione nel suo quinto chakra della gola. Era un chiaro segnale del suo bisogno di rilasciare i blocchi comunicativi accumulati prima di poter ottenere un sollievo fisico.

Avendo incontrato molti comunicatori animali in tutto il mondo nel corso degli anni, ho trovato la metodologia di Andrea singolare. Questa conversazione è un invito a superare l'abitudine di trattare gli animali come sostituti dei neonati, un comportamento mosso da buone intenzioni che tuttavia compromette il loro naturale sviluppo, per stabilire invece una partnership matura e a lungo termine fondata sulla responsabilità energetica reciproca.

Andrea Fruzzetti reiki master wearing a black and dark gray zip-up hooded jacket, standing outdoors in front of a background of green trees.

D: Andrea, chiediamo sempre ai nostri ospiti quale sia stato l'evento che ha cambiato la loro vita. Notiamo che per gli operatori di luce esiste sempre un confine netto tra una vita precedente e quella che segue un risveglio. Raccontaci qual è stata l'illuminazione che ha dato inizio a questo percorso.

Se torno indietro nel tempo, mi ricordo che già durante l'adolescenza è nata dentro di me una forte spinta a cercare qualcosa che andasse oltre quello che normalmente percepiamo. Per tutti gli anni delle superiori mi sono interessato alle energie sottili, allo spiritismo e ai fenomeni paranormali. Purtroppo, vivere in una piccola città di provincia e il fatto che all'epoca internet praticamente non esistesse mi hanno impedito di approfondire davvero questi argomenti. Così, con l'inizio dell'università, ho finito per mettere tutto da parte.

Il vero cambiamento nella mia vita è arrivato durante il percorso per diventare istruttore tecnico in riabilitazione comportamentale cinofila. Più studiavo e più mi rendevo conto che il cane non poteva essere ridotto a un semplice insieme di comportamenti istintivi e casuali. E, soprattutto, che la soluzione ai suoi problemi non poteva essere solo quella di modificare il comportamento finale. Sentivo che c'era molto di più. L'aspetto emotivo e quello energetico dovevano avere un ruolo importante.
Così, durante una delle mie infinite ricerche su Google, mi sono imbattuto quasi per caso in una parola: Reiki.

Ho scoperto che in una città vicina alla mia stavano organizzando un corso e, senza pensarci troppo, nonostante tutti i dubbi, le perplessità e la diffidenza che avevo, mi sono iscritto.

Quella decisione ha cambiato la mia vita.

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“I nostri animali assorbono costantemente le sfide della nostra vita. Offrire loro un riequilibrio energetico è uno dei più grandi doni che possiamo fargli."

Andrea Fruzzetti Reiki master in a black cap and black long-sleeve top kneels on grass while petting a German Shepherd lying on the grass outdoors.

Puoi spiegare ai nostri lettori cos'è il Reiki, perché può aiutare i nostri animali e la reale importanza della medicina energetica nel mondo moderno?

Perché è importante il Reiki? Bella domanda.

Il Reiki è una tecnica di riequilibrio energetico. Oggi anche la scienza ci dice che, in fondo, tutto è energia. Persino la materia è energia che vibra a una frequenza diversa. Se questo è vero, allora imparare a conoscere e a gestire la nostra energia diventa qualcosa di fondamentale.

Mi piace fare questo paragone: è come se, quando acquistiamo un'auto, ci venisse insegnato anche come diventare meccanici. Davanti a qualsiasi piccolo problema saremmo in grado di intervenire subito, evitando che quel guasto si trasformi in qualcosa di più serio e costoso.
Con il nostro corpo e con la nostra mente dovrebbe essere la stessa cosa.
Anche i nostri pensieri sono energia. Anche le nostre emozioni, che sono il risultato di processi neurologici, chimici ed elettrici del nostro organismo, sono energia. E sappiamo bene quanto pensieri ed emozioni possano influenzare il nostro stato di salute e la qualità della nostra vita.

Quante volte un pensiero che continua a girarci in testa genera ansia, stress o paura? E quante volte, dopo giorni o settimane, iniziano a comparire sintomi fisici come gastrite, tensioni muscolari, mal di schiena o emicrania?

È un vero e proprio circolo vizioso.

Il Reiki cerca di intervenire prima che quel circolo si consolidi. Lavora sullo squilibrio energetico che sta all'origine del problema, con l'obiettivo di riportare il sistema in equilibrio. In questo modo si favoriscono le condizioni affinché il disagio non si manifesti oppure si presenti in una forma molto più lieve.
E questo è solo uno dei tanti benefici che il Reiki può offrire. Può essere un valido supporto sia per problematiche fisiche, acute o croniche, sia per difficoltà emotive e mentali, aiutando la persona a ritrovare uno stato di maggiore armonia.
E tutto ciò vale anche per i nostri animali, che oltre alle loro problematiche di vita, assorbono costantemente anche le nostre. E i loro squilibri si tramutano in comportamenti reattivi, aggressivi, di estrema agitazione o, viceversa, di totale apatia. Offrigli un riequilibrio energetico, a mio parere, è uno dei più grandi regali con possiamo fargli.

Naturalmente il Reiki, come tutte le discipline energetiche, non sostituisce la medicina occidentale. Anzi, credo che le due realtà possano e debbano integrarsi.
La medicina tradizionale è perfetta quando si tratta di affrontare un sintomo importante. Se ho una forte emicrania che mi impedisce perfino di stare in piedi, può essere sensato prendere un farmaco per stare meglio.

Ma, una volta superata la fase acuta, vale la pena chiedersi: perché quell'emicrania è comparsa?

Se riesco a comprenderne la causa profonda, posso lavorare affinché non si ripresenti. Magari mi accorgo che compare sempre nei periodi di forte stress, quando vivo nell'ansia o sono emotivamente sotto pressione. È proprio lì che il Reiki può diventare uno strumento prezioso, aiutandomi a riequilibrare quegli stati interiori prima che si trasformino in un disturbo fisico talmente invalidante che mi costringa a dover ricorrere nuovamente al farmaco, che per sua formulazione, attenua un sintomo, ma crea fortissimi squilibri al resto del corpo.
Per me il Reiki non significa semplicemente "fare un trattamento". Significa imparare ad ascoltarsi, diventare più consapevoli di sé e prendersi cura del proprio equilibrio ogni giorno. Perché, molto spesso, prevenire uno squilibrio è molto più semplice che doverlo curare quando ormai si è già manifestato.

Gli animali ti parlano regolarmente al di fuori delle sessioni formali? Ad esempio, quando cammini all'aperto, capita mai che un gatto di passaggio, un uccello o un cane ti sussurrino qualcosa?

Per rispondere a questa domanda ti racconto due episodi.

Il primo è successo mentre ero fermo al benzinaio a fare rifornimento. A un certo punto ho alzato lo sguardo e ho visto due piccioni appollaiati su un cavo della corrente. Proprio accanto c'era un bellissimo albero, con dei grossi rami. Per circa un minuto ho continuato a osservare quei due uccelli, inviando loro una semplice richiesta mentale: "Andate sul ramo, non restate lì sopra, potreste rischiare di farvi male."
Quando ho finito di fare benzina, li ho visti spiccare il volo e posarsi proprio su quel ramo.

Il secondo episodio è avvenuto mentre passeggiavo da solo in un piccolo bosco. A un certo punto il mio sguardo si è incrociato con un pino marittimo che si trovava un po' in disparte. Ho sentito una specie di richiamo, come se quell'albero mi stesse invitando ad avvicinarmi. Così l'ho fatto e, da quel momento, è iniziata una conversazione.
Sì, può sembrare assurdo, ma anche le piante e gli alberi sono esseri viventi. Comunicano, e molto spesso lo fanno semplicemente per insegnarci qualcosa.

Questo per dirti che la comunicazione intuitiva, o telepatica, può avvenire in qualsiasi momento. Basta essere disposti ad aprire quel canale.

Per quanto mi riguarda, scelgo di farlo principalmente la mattina molto presto, quando mi dedico alle comunicazioni con gli animali delle persone che mi contattano. Ho scelto quel momento perché mi accorgo che è quello in cui sono più ricettivo, più centrato e mentalmente più libero. Inoltre so che non verrò disturbato, perché in casa tutti stanno ancora dormendo.
Quindi no, durante la giornata normalmente non comunico continuamente con gli animali. A meno che non sia un animale, o magari una pianta, a richiamare spontaneamente la mia attenzione.

Come si svolge la tua routine quotidiana con il tuo cane Ugo e quali sono le tue raccomandazioni fondamentali e non negoziabili per i proprietari che desiderano costruire una relazione sana con i loro animali?

Ti parlo della mia routine ideale, ma ti anticipo subito una cosa: non sempre riesco a rispettarla. Non tutte le giornate sono uguali. Ci sono giorni in cui sono fuori tutto il giorno per lavoro, altri in cui ho tantissimi impegni e il tempo a disposizione è inevitabilmente meno.

La cosa importante, secondo me, è non mettere il cane sempre in secondo piano rispetto a tutto il resto. Allo stesso tempo, però, è fondamentale insegnargli la flessibilità. Il cane non deve andare in ansia se, ogni tanto, la routine cambia o viene modificata. La vita reale è fatta di imprevisti, e lui deve imparare ad affrontarli serenamente.

Nella mia giornata tipo con Ugo, cerco di portarlo in passeggiata almeno due volte: una al mattino e una nel tardo pomeriggio o la sera. Ho la fortuna di avere un giardino abbastanza grande, quindi durante il giorno può uscire liberamente quando ne ha voglia. Se invece vivessi in appartamento, personalmente farei almeno tre uscite al giorno.
Quando rientriamo dalla passeggiata del mattino gli preparo la colazione, che nel suo caso è umido, e poi ci prendiamo entrambi un momento di tranquillità.
Verso la tarda mattinata, se ho tempo, facciamo qualche gioco di ricerca o di attivazione mentale. Nel pomeriggio, invece, alterniamo attività più dinamiche, come giocare con la pallina o il frisbee, ad attività più rilassanti, come usare il lickingmat, il tappeto olfattivo o dedicarci alla masticazione con masticativi naturali.
La sera, per cena, gli do umido misto a crocchette, stiamo un po' in giardino per la pipì finale e poi si entra in casa per riposare.
Ogni giorno cerco sempre di proporgli almeno queste tre cose: un paio di masticativi, un'attività di fiuto e il lickingmat. Sono strumenti semplici, ma aiutano tantissimo il cane a rilassarsi, a scaricare lo stress e a mantenere un buon equilibrio emotivo.
Quando invece so che starò fuori tutto il giorno, mi organizzo in anticipo. Se serve mi sveglio molto presto per fare una passeggiata più lunga prima di uscire. Fortunatamente a casa c'è quasi sempre qualcuno, quindi lui non rimane mai completamente solo, o comunque non per molte ore.

Per questo motivo credo che non esista una routine perfetta, uguale per tutti e da seguire alla lettera. Esiste una routine che si adatta alla vita della famiglia e, soprattutto, un cane che impara ad adattarsi insieme a noi.
L'importante è trovare il giusto equilibrio tra i suoi bisogni e i nostri, organizzandosi al meglio senza pretendere che ogni giornata sia identica alla precedente.


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